Pietro di Montaigu

Nel 1219 divenne Gran Maestro Pietro di Montaigu, Maestro in Spagna e Provenza, secondo la tradizione templare. La carriera dei Gran Maestri era in generale di breve durata, tredici su ventitre’ morirono in combattimento.

Pietro continuo’ l’assedio di Damietta, bombardandola senza tregua.

Una lanciapietre, soprannominata “El Moufrite (la saldatrice), apriva vuoti paurosi nelle file dei difensori. A tiro regolabile, lanciava i suoi massi ora da un lato, ora dall’altro, una volta vicino, una volta lontano, in modo che era impossibile proteggersi.

Essa apparteneva ai Templari. I Cavalieri si circondavano di ingegneri, architetti, operai specializzati riuniti sotto il vessillo dei Compagni del Santo lavoro. Questa confraternita esiste ancora ai giorni nostri.

Fu un periodo nero per Le Crociate, Damietta venne presa e persa nuovamente, venne perso anche l’Egitto.

L’unico episodio luminoso fu la presenza di San Francesco d’Assisi in mezzo ai crociati.

Il 7 settembre 1228 sbarco’ a San Giovanni d’Acri Federico II.

Mosse le sue truppe verso Giaffa, ma i Maestri del Tempio e dell’Ospedale, Pietro di Montaigu e Bertrando di Thessy, rifiutarono il loro appoggio all’imperatore perche’ scomunicato.

Soltanto i Cavalieri Teutonici, con Ermanno von Salza accettarono di seguirlo perche’ era tedesco.

I Templari e gli Ospitalieri lo seguirono a distanza, solo per spirito cristiano.
Federico piu’ che combattere uso’ la sua abilita’ diplomatica.

Con il trattato di Giaffa (11 febbraio 1229) ottenne dal sultano di Egitto la restituzione di Gerusalemme, Betlemme e Nazareth, la signoria del Toron e di Sidone. Era una pace che scontento’ sia i mussulmani sia i cristiani.

Gerusalemme divenne una specie di citta’ aperta dove le due religioni dovevano coesistere: il Santo Sepolcro ritornava ai cristiani, ma la moschea di Omar, l’antico tempio di Salomone, cosi’ caro ai Templari perche’ sede della loro casa madre, restava nelle mani dei mussulmani.

Federico II si affretto’ verso Gerusalemme per ricevervi la corona di Goffredo di Buglione, ma il Patriarca e gli Ordini Militari (ad eccezione dei Cavalieri Teutonici) rifiutarono di partecipare a questa cerimonia sacrilega.

L’imperatore allora si incorono’ da solo.

Furioso per il rifiuto dei Templari, tento’ di impadronirsi del Castello dei Pellegrini, una delle loro principali fortezze, “ma i templari gli risposero che, se non si fosse allontanato, lo avrebbero rinchiuso in un luogo donde non sarebbe piu’ uscito”

Si riconcilio’ alla fine con i Templari e rientro’ in Sicilia il 1 maggio del 1229.

I Templari erano guelfi, Federico II, non avendo potuto vincerli con la forza li copri’ di ingiurie e di calunnie.

Alcune sue insinuazioni riappariranno nel corso del loro processo.

Pietro di Montaigu mori’ nel 1232, gli succedette Armando di Perigord.

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Pietro di Montaigu
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Nel 1219 divenne Gran Maestro Pietro di Montaigu, Maestro in Spagna e Provenza, secondo la tradizione templare.
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