Marsilio Ficino

Oltre all’opera di traduttore e commentatore di testi platonici, si deve ricordare, di Ficino, la sua opera maggiore, la Theologia platonica de immortalitate animorum: contro gli sviluppi naturalistici e irreligiosi dell’aristotelismo, Marsilio Ficino proponeva alla cultura europea la sistematica ripresa del pensiero platonico e ne mostrava la profonda convergenza con il cristianesimo.

È tema centrale dell’opera di Ficino la convinzione — che egli riprende dalla patristica greca — di una continua e progressiva rivelazione del Verbo o logos divino, dalla quale nasce la pia philosophia, una filosofia cioè intrinsecamente religiosa che trova le sue prime manifestazioni nei profeti orientali, in Zoroastro, nel mitico Ermete Trismegisto, per poi trasmettersi ai greci e giungere a piena maturità in Platone.

Marsilio Ficino e la pia philosophia di Ermete Trismegisto

Questa pia philosophia, proprio per essere frutto della rivelazione del Verbo divino, è una dotta religio, intrinsecamente affine al cristianesimo e con questo convergente.

Non c’è dunque contrapposizione tra vera filosofia e religione, ma anzi sono una sola e identica cosa, come già affermava Agostino; e come nella tradizione filosofica esiste una continuità e omogeneità che conduce al cristianesimo, così anche nella tradizione religiosa pagana è possibile ritrovare una profonda affinità con il cristianesimo perché le varie religioni sono espressioni della identica natura umana che Dio ha dotato di naturale senso religioso.

Svolgendo il tema dell’antica tradizione della pia philosophia al cui centro sta la filosofia platonica, Ficino si riallacciava al platonismo cristiano dei Padri greci, di Agostino, dello pseudoDionigi (che Ficino riteneva effettivamente essere il Dionigi l’Areopagita convertito da san Paolo): in questa tradizione platonica il Ficino vede l’alternativa all’aristotelismo che gli sembrava chiudere l’uomo in un ambito naturale, negando la creazione, la provvidenza, l’immortalità.

Contro l’aristotelismo, il platonismo si presenta a Ficino come una filosofia che afferma il primato dello spirito, della trascendenza, che conduce ad una « fuga » dal mondo sensibile, che guida l’anima immortale nel passaggio dalle tenebre alla luce, dalle ombre e dai miti alla verità; termine di questa « fuga » è Dio, cui
l’uomo può giungere con una progressiva ascesa dell’intelletto e della volontà, per culminare in un atto d’amore.

Poiché mentre l’intelletto tutto riduce entro limiti circoscritti, quasi abbassando l’oggetto conosciuto nell’ambito del soggetto conoscente, soltanto l’amore può adeguare il soggetto all’oggetto, può congiungere l’uomo a Dio.

Così l’amore (che è l’eros platonico) è lo strumento più alto per cogliere l’infinito, Dio.

Di qui l’importanza centrale, in Ficino e nel platonismo del Rinascimento, della filosofia dell’amore, che comporta il primato del bene sull’essere, dell’amore sul conoscere; il mondo tutto appare come espressione del bene e la bellezza è la sua connotazione intrinseca; e come la produzione del molteplice da parte di Dio è atto d’amore, così il ritorno del molteplice all’uno, attraverso l’uomo, si realizza in un atto d’amore.

Riassunto
Titolo
Marsilio Ficino
Descrizione
Marsilio Ficino proponeva alla cultura europea la sistematica ripresa del pensiero platonico e ne mostrava la profonda convergenza con il cristianesimo.
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