Le prime sette nel medio evo

Le prime sette naquero intorno al Mille quando gli eruditi e i monaci si chiudono nei loro conventi e con la preghiera profonda, la disciplina e il sacrificio, ma anche l’esegesi, tentano di riafferrare il Regno di Dio che si sta dissipando nei costumi della Chiesa.

Coloro che per comprendere non sanno che farsi del sapere, inventano i primi Rosari -pietruzze messe l’una in fila all’altra- per meglio pregare la Misericordia, ed inventano la Fratellanza.

TANCHELM O LA FRATELLANZA

Il fondatore della Fratellanza fu Tanchelm, notaio di Roberto II,conte di Fiandra, il quale predico’ soltanto per due anni dal 1110 al 1112, e poi fu fatto arrestare per ordine dell’arcivescovo di Colonia.

Evaso dal carcere fu poi assassinato nel 1115. Nello stesso anno Arnaldo da Brescia, altro missionario solitario, veniva condannato al rogo.

La dottrina della Fratellanza risulta confusa e sembra essersi presentata sopratutto come una critica violenta alle ricchezze materiali della Chiesa e come un tentativo di ritorno alla fratellanza dei primi secoli.

Il movimento di Tanchelm era comunque una societa’ organizzata dove i discepoli, in numero di dodici compresa una vergine, attorniavano il Maestro, sposo mistico della Vergine Maria.

EUDES DE L’ETOILE

Trent’anni dopo sorse un nuovo movimento, intorno ad un nobile brettone, Eudes de l’Etoile, che si dichiarava da solo il nuovo Eone.

I suoi vescovi portavano il nome dei dodici apostoli e dei loro equivalenti mitici: Potenza, Sapienza, Dialettica, Azione, Giudizio, ecc.

Mentre Tanchelm aveva predicato nelle citta’, Eudes perferi’ ammaestrare le popolazioni marittime di Bretagna e Guascogna.

Nel 1144 infieriva la carestia, il prezzo del pane aumentava, i contadini abbandonavano le terre, alcuni si imbarcarono con i vichinghi in cerca di avventure e di fortuna al di la’ dell’immenso Oceano.

La predicazione della Fratellanza e dell’uguaglianza non poteva non attirare questi affamati.

Ma quando, nel 1148, Eudes fu fatto prigioniero si rivelo’ per qualcosa di ben diverso da un profeta dell’uguaglianza.

Trascinato davanti a un sinodo a Reims riunito sotto la presidenza personale di papa Eugenio III, pretese di essere il Giudice del tempo presente, proclamando che il suo bastone biforcuto decideva del corso del destino.

Sosteneva che l’universo e’ composto di “tre mondi”. Quando teneva il forcone volto verso l’alto, due dei tre mondi appartenevano a Dio e il terzo a lui stesso, o viceversa quando il forcone era inclinato verso il basso.

Il sinodo lo fece imprigionare e mori’ in prigione, molti suoi discepoli vennero bruciati vivi.

I GOLIARDI O FIGLI DI GOLIA

Di questa Fratellanza non si sa molto, dal punto di vista dottrinario, e’ possibile che siano stati ispirati dai “chierici vaganti”, furono comunque condannati una prima volta nel 1072, in un concilio a Rouen.

Le piu’ belle delle loro opere sono state riunite in una raccolta “Carmina Burana”, conservata per secoli in un’abbazia bavarese e ritrovata poi durante il secolo XIX.

L’amore della Vergine (confusa sia con la leggendaria Elena, che con Venere stessa) prorompe nella maggior parte di questi componimenti, ma vi trasparisce anche il sogno di una fratellanza universale:

Beve la dama, beve il padrone, beve il soldato, beve il prete,
Beve questo, beve quello, beve il servo, la fantesca,
Bene il vivo, beve il pigro, beve il bianco, beve il nero…
Beve il povero, il malato, l’esiliato, l’ignorato’
Beve il bimbo, beve il cane, beve il prode, beve il vile,
Beve la sorella, beve il fratello……
(Bibit hera, bibit herus, bibit miles, bibit clerus,
bibit ille, bibit illa, bibit servus cum ancilla,
bibit velox, bibit piger, bibit alvus, bibit niger..)

In questa fratellanza i goliardi volevano vedere le radici di quel “Fiore dei Fiori che si chiama anche Amore”.

Ma, per “pagano” che fosse il carattere delle loro pratiche e dei loro simboli, i Concili ne ribadirono la condanna (Concilio di Chateau-Gontier nel 1231, di Sens nel 1239, e successivamente di Salzbourg, di Magonza e di Arezzo.) per l’influenza che i loro canti potevano esercitare sulle menti del popolo.

I POVERI DI LIONE O VALDESI

Fu creata nel 1170 da Pietro Valdo, ricco mercante di Lione, era stato toccato dalla grazia divina, ma dapprincipio l’aveva respinta.

Nella prima parte del suo apostolato si era accontentato di far tradurre le Sacre Scritture in Lingua d’Oc e di farne distribuire esemplari manoscritti tra la gente del vicinato.

Richiamato all’ordine da una seconda visione, abbandono’ tutto, famiglia, amici, ricchezze, indosso’ la pelle di capra di San Giovanni Battista e se ne ando’ per le strade a predicare.

Il suo successo fu immediato e neppure la sua morte nel 1190 interruppe l’espansione della sua setta. I suoi discepoli,perseguitati, si sparpagliarono, alcuni verso la Provenza, altri verso l’Italia.

Il gruppo piu’ fanatico si rifugio’ nella regione che doveva poi prenderne il nome, il cantone di Vaud.

Contro di loro vennero indette numerose crociate, l’ultima nel 1487, ma non riuscirono ad annientarli.

Nel secolo XVII i valdesi svizzeri si unirono ai Calvinisti e le loro chiese ancor oggi rimangono legate alla Chiesa riformata dei cantoni.

Almeno all’inizio il movimento non era in opposizione alla dottrina romana e non comportava alcuna traccia di eresia.

Combattevano soltanto i peccati della Chiesa, non i dogmi; e li combattevano senza armi, soltanto per mezzo di pratiche di umilta’, di rinuncia, di fratellanza.

Si ammette che Valdo, verso la fine della sua vita, si sia considerato come una specie di Precursore, annunciatore di una nuova era; ma i Valdesi riconoscevano i dogmi dei concilii, il loro libro era il Vangelo e rendevano alla Vergine il culto che le era dovuto, come pure alle Tre Persone.

Se onoravano gli Angeli ed i Dodici Apostoli e’ piuttosto perche’ li consideravano simboli “attivi” di Dio, piuttosto che Dei di un pantheon.

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Le prime sette nel medio evo
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Le prime sette naquero intorno al Mille quando gli eruditi e i monaci si chiudono nei loro conventi e con la preghiera profonda, la disciplina e il sacrificio, ma anche l'esegesi, tentano di riafferrare il Regno di Dio che si sta dissipando nei costumi della Chiesa.
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