La Rosacroce

La RosaCroce nacque probabilmente verso la stessa epoca in cui Boehme componeva la sua opera magistrale. Il movimento si dichiarava fondato da un monaco tedesco che avrebbe viaggiato in Spagna e in Siria nella prima meta’ del secolo XV: Christian RosenKreutz.

L’esistenza di questo monaco puo’ essere messa in dubbio per due ragioni: non ne esiste traccia al di fuori del movimento Rosa Croce, e poi il nome stesso del riformatore sembra completamente inventato basandosi sul binomio Rosa e Croce, che era di per se’ simbolico.

I primiĀ appartenenti alla Rosacroce

I primi rosacrociani che si conoscano per tali, Andreae, Maier, Fludd, visero tra il 1575 e il 1650.

Non e’ impossibile che siano stati influenzati da Boehme, a meno che non sia successo il contrario. La loro simbologia si presenta mano solida di quella del tedesco, ma la loro scienza esoterica e’ decisamente piu’ completa.

In questo senso fu notevole la setta Militia Crucifera Evangelica, fondata dall’alchimista Studion a Norimberga (1598). Ma sono molte le opere rosacrociane che ci informano sulle credenze comuni: Naometria (1614), Anphitheatrum Sapientiae Aeternum attribuito a Kunrath (1590), Summum Bonum di Robert Fludd e Noces Chymiques di Anrdeae.

Ci rivelano tutte una fervida speranza nella “riforma generale” e nel “rinnovamento dell’universo” ottenuti per mezzo dell’unione dei temi maschili: il Pneuma, la Bilancia, la Croce gemellare e il Liberatore – e dei temi femminili: la Sostanza primordiale, la Luce interiore, l”Energia creatrice, considerate come germi fecondatori dell’essere materiale.
Tale speranza messianica spesso porta il nome di Elia Artista, che sara’ Colui che riunira’ in una sola religione gli antichi miti cristiani, specialmente quello dell’Immagine e della Fratellanza, e i miti libertari simbolizzati dalla Rosa. Allora l’uomo liberato dal concetto di peccato, e dal Bene e dal Male, diventera’ uguale a Dio.

La filosofia della Rosacroce

Questa sintesi stupefacente fa della Rosacroce un crocevia dello spirito dove si incontrano tutti i presentimenti amauriciani, domenicani, anabattisti e persino la corrente Alchimista che Fludd cosi’ ricollega alla Croce; “Cristo abita nell’uomo, lo penetra completamente e ogni uomo e’ una pietra di questa rocca spirituale…E’ cosi’ che verra’ costruito il Tempio, del quale quelli di Mose’ e di Salomone furono le prefigurazioni. Quando il tempio sara’ consacrato, le pietre morte che lo compongono diventeranno vive, il metallo impuro sara’ tramutato in oro fino e l’uomo ricuperera’ le primitive condizioni di innocenza e di perfezione” (cosi’ nel Summum Bonum)

Del resto anche le componenti dell’opera degli alchimisti sono appunto le strutture classiche: da una parte il principio attivo o maschile e quello passivo o femminile; dall’altra i “tre mondi”, che Fludd chiama macrocosmo, archetipo e microcosmo, ossia l’Essere in se’ che avviluppa tutto, mondo modello e mondo materiale. Il complesso macchinario e’ illustrato da una figura; il doppio triangolo del Sigillo di Salomone.
“Quindi non vi e’ differenza tra l’eterna nascita, la reintegrazione e la scoperta della Pietra Filosofale. Tutto proviene dall’eternita’ e tutto deve ritornarvi” (J> Boehme, De Signatura rerum).

L’uomo,partendo dalla conoscenza di se’ stesso che Dio stesso gli rivela, pio’ raggiungere attraverso delle Figurazioni la ricreazione di se’ e, al di la’, il rinnovamento dell’universo creato. Allora ci sara’ il nuovo Regno o l”Azoth, (l’Alfa e l’Omega dell’Apocalisse, la prima e l’ultima lettera dell’alfabeto, l’inizio e la fine), la liberazione dell’uomo in Dio.

“Il fine della Grande Opera e’ quello di liberarsi dalla carne corruttibile senza passare per la morte ( Jacob, Rivelazione alchimistica).

Resta il fatto che il ricorso alla Croce e a Elia sorprende tanto nella Rosa-Croce sia nel Boheme. Verso il 1600 erano piu’ di due secoli che i profeti deploravano l’assenza della Colomba e ne spiavano il ritorno. Questo ritorno e’ prossimo: poco tempo prima della sua morte Teresa d’Avila ha per l’appunto annunciato che in una vigilia di Pentecoste le era apparsa “una colomba ben diversa da quelle di quaggiu’, che non aveva penne e le sue ali sembravano formate da piccole scaglie che gettavano un vivo splendore”

Invece ne’ la Colomba, ne’ lo Specchio, ne’ i Testimoni sono ancora tornati dall’esilio e il presagio rimane incomprensibile.

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La Rosacroce
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La RosaCroce nacque probabilmente verso la stessa epoca in cui Boehme componeva la sua opera magistrale.
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