Jacob Boheme e la figurazione dell’ Albero dei Cabalisti

Jacob Boheme fu l’ ideatore della figurazione dell’ Albero dei Cabalisti e degli Ismaeliani, che lega il mito dei Tre Angeli e l’ Alternanza Manichea.

Figlio di contadini, Jacob Boehme nacque a Altseidenberg in Slesia nel 1575, e passo’ la sua infanzia e parte della giovinezza a lavorare i campi. Imparo’ poi l’arte del ciabattino, imparo’ a leggere, e ben presto si dedico’ alla lettura dei testi mistici ed esoterici che nel XVI secolo fiorirono abbondantemente.

Studio’ le opere di Gioachino da Fiore, Ulrico di Magonza, Lutero, Paracelso, degli alchimisti, di Eckart e dei domenicani tedeschi.

Come per una rivelazione divina, nel 1612 pubblico’ un libro “L’Aurora” e nel 1624 “Der Weg zu Christo” ,che comprendeva tre trattati mistici in cui esponeva le sue teorie e la sua visione della verita”.
In quegli anni, in Europa, vigeva la teocrazia calvinista-luterana e questi libri provocarono non pochi risentimenti tra i suoi concittadini luterani di Gorlitz, citta’ in cui si era trasferito, tanto che i suoi pochi discepoli ebbero molte difficolta’ a far accettare alla comunita’ di seppellirlo in terra consacrata quando mori’ alla fine dello stesso anno.
Solo nel 1628 fu pubblicata per intero tutta la sua opera, infatti viene abitualmente considerato un un pensatore del XVII secolo, mentre fu contemporaneo dei grandi maestri del Rinascimento.
La sua “Illuminazione” si basa da una parte sulla teoria del “senso interno, cosi’ chiama le tenebre interiori, e dall’altra sulla concezione dell’uomo come posta di una eterna lotta, pensiero che gia’ apparteneva a Ignazio da Loyola. Ma Boehme non si basava , come il cattolico Ignazio, su una Chiesa Eterna, il suo simbolo non era cristiano.
Il suo simbolo era L’Albero, in cui la Radice rappresenta il “senso interno” ed il cui scopo e’ crescere per realizzare il suo Se’, lottando contro tutto quanto si oppone alla sua realizzazione.
Nelle sue opere il Bene e’ costitito dal concetto di Liberta’, mentre il Male si identifica con i concetti di compromesso, di fuga dalla realta’ di alienazione mentale e spirituale. Il Peccato Originale e’ stato la perdita dell’ Albero, ed e’ avvenuto alla fine della creazione.
Con Cristo e’ iniziata una lenta rinascita con la predicazione dell’Amore. Perche’ Amore e’ Misericordia ed il Misericordioso e’ piu’ libero del Giudice, il Misericordioso segue lo slancio del cuore, mentre il Giudice e’ legato dalla Legge.
Nel “Misterium Magnum” Boehme afferma che l’uomo puo’ “guarire” attraverso il Verbi , e riprendere un giorno il suo posto in mezzo “agli angeli di Dio, al posto di Lucifero decaduto”.
Al disegno vasto delle ere: della Creazione, della Giustizia e dell’Amore, si contrappone l’alternanza manichea del Tempo. E nel Tempo, a volte l’uomo trionfa sul male, ma spesso deve cedere, e il Male si afferma.
“Quando l’Immagine nata dalla virtu’ Celeste impallidi’, comparve la Bestia…Il Principio stesso venne a trovarsi avviluppato dalla Bestia. Il Celeste divento’ mistero e l’uomo rimase a fluttuare tra il Tempo e l’Eternita’, semimorto per il Cielo”
Boehme tentava di trovare una possibilita’ di unificazione dei concetti di Successione ciclica e di Eterno rinnovamento.
Non riusci’ a concludere la sua ricerca, la sua opera e’ rimasta incompiuta a causa della sua morte, ma intravede una possibilita’ nella figurazione da lui ideata dell’ Albero dei Cabalisti e degli ismaeliani, una figurazione che lega il mito dei Tre Angeli e l’alternanza manichea.
In questo Albero, il tronco e’ costituito dal Fuoco, il Fuoco solare e dialettico, che e’ insieme creatore e distruttore, simboleggiato dalla Croce.
A destra, le tre Prime Proprieta’ della Natura riproducono i tre Angeli della creazione, della giustizia e dell’Amore: sono la Luce (Ra), il Suono o la Voce (El) e il Verbo incarnato.
A sinistra, sotto le tre Madri: la Vergine Maria, la Vergine di Isaia e la Vergine Sofia, le tre altre Proprieta’ producono il movimento inverso: di simpatia e di attrazione, di contraddizione e di riflesso e di circolazione ciclica, cioe’ le tre Ere nel simbolismo femminile.
Sono le sette Proprieta’ di Boehme che corrispondono alle Sette Armonie costruite nel sistema del mondo di Keplero.
L’interpretazione di Heckethorn, che si dichiara suo discepolo, Boehme avrebbe espresso in forma esoterica il doppio movimento della trasmissione elettromagnetica e della gravitazione.
Il primo movimento condurrebbe, in senso mistico, dalle Tenebre (da cui nasce ogni luce) alla mateia bruta, o dal passato al tempo attuale, Il secondo andrebbe dalla Bestia all’ Eternita’ e restituirebbe a Dio l’Energia naturale alla quale si aggiungerebbe l’energia prodotta dall’uomo’ passionale, attiva o mistica.(The secret societies of all Ages and Countries
Questa spiegazione spiega la passione con cui fu studiato Boehme nel secolo dei Lumi, da Cartesio, Spinoza, Newton, Leibniz, Swedemborg, Boscovich.
Riassunto
Titolo
Jacob Boheme e la figurazione dell' Albero dei Cabalisti
Descrizione
Jacob Boheme fu l'deatore della figurazione dell' Albero dei Cabalisti e degli Ismaeliani, che lega il mito dei Tre Angeli e l' Alternanza Manichea.
Autore
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