Ben Jonson: ritratto di un alchimista, il dr. Sottile

Ben Jonson (1572-1637), inglese di origine plebea, contemporaneo di Shakespeare, uomo rissoso e violento, è autore di commedie di satira sociale di tragedie romane minutamente ricostruite sulle fonti classiche, di celebri commedie.

Nella commedia The Alchemist (recitata nel 1610 e pubblicata nel 1612) sono adombrate figure di celebri alchimisti contemporanei come John Dee (1527-1602) matematico, astronomo e avventuriero e Edward Kelly (1555-1595) ciarlatano, truffatore ed evocatore di spiriti e demoni.

Il testo qui riportato tocca alcuni temi centrali dell’alchimia e si chiude con l’affermazione del carattere segreto, simbolico e riservato dell’arte alchimistica.

Sottile
Ciò ritengo sia il maggior miracolo. Nessun uovo è più diverso da un pulcino dei metalli fra loro.

Sgarbo
Non può essere. L’uovo è da natura ordinato a tal fine ed un pulcino esso è in potentia.

Sottile
Del piombo noi diciam lo stesso e d’altri metalli: ch’oro sarebbero, n’avesser tempo

Mammone
E appunto ciò promuove la nostr’arte.

Sottile
Ah sì perché sarebbe assurdo pensar ch’oro natura generasse in terra perfetto a primo acchito. Ebbe qualcosa luogo avanti. Bisogna ben che una materia siavi remota. […] Diciamo, in verità. […] ch’essa è, da un lato, umida esalazione che chiamiamo materia liquida oppure acqua untuosa; dall’altro, certa melmosa e viscosa porzioni di terra: insieme tutt’e due, concorporate, fan la materia elementar dell’oro; la quale ancor non è propria materia, bensì comune a ogni metallo e pietra Ché, dov’è priva di quell’umidore e ha più secchezza, divien pietra; dove ritiene più l’umido grasso si muta in zolfo o argento vivo che d’ogni altro metallo sono i padri’. Né tal prima materia può improvvisa sì progredire da estremo ad estremo, da produr oro e saltar tutt’i gradi. Natura prima l’imperfetto crea; quindi passa al perfetto. Da quell’aerata e untuosa acqua il mercurio è generato; lo zolfo dalla parte grassa e terrea; l’uno, ch’è l’ultimo, facendo parte d’uomo, l’altro di donna, entro tutt’i metalli. Credono alcuni all’ermafroditismo’, che sian passivi e attivi entrambi. I due comunque fan duttile, malleabile, estensivo il resto. E son perfin nell’oro: ché troviamo, col nostro fuoco, semi di essi, e in questi oro; e possiamo da ciò produrre d’ogni metallo le specie perfette più di quel che faccia in terra la natura. Inoltre, chi nella diuturna pratica non vede che l’arte può creare api, calabroni, scarafaggi da carcasse e da sterco di animali? Ma sì, scorpioni da un’erba, se ben posta? E queste son viventi creature, perfette molto più ed eccellenti dei metalli. Mammone. Detto bene, padre. Ohé, signor, se in discussion v’agguanta, vi pesta in un mortaio.

Sgarbo
Per carità, signore, aspettate. Piuttosto ch’esser pesto, voglio credere, signore che l’alchimia un bel tipo sia di gioco, un po’ come i giochetti a carte, per gabbare gli uomini col fascino.

Sottile
Signore?

Sgarbo
Che altro son tutti quei termini su cui due non concordano degli scrittori vostri? Dell’elisire, del lac virginis, della pietra, del farmaco, del crisosperma, del sale, dello zolfo e del mercurio, dell’olio d’altitudine, dell’albero di vita, sangue, tuzia, magnesia, marcassita, del rospo, corvo, dragone e pantera, del sole, luna, firmamento, adropio, lato, azoch, zernich, chibrit, heautarit; e poi quelli d’uom rosso e donna bianca, con tutt’i vostri brodi, mestrui e essenze d’urina e gusci d’uovo, menorree, sangue mascolo, capelli, cenci arsi, gesso, fecce e creta, polvere d’ossi, scaglie di ferro, di vetro, e un mondo d’altri ingredienti strani che un uomo scoppierebbe a dirli?

Sottile
E tutti questi, detti, una sol cosa mostrano: quale arte i nostri autori usassero a celare la lor arte.

Mammone
Gliel’ho ben detto, signore… perché il semplice idiota non dovesse apprenderla e renderla volgar.

Sottile
Non fu la scienza tutta degli Egiziani scritta in sacri simboli? Non parlano in parabola frequente le Scritture? Non sono dei poeti le più scelte favole, che furono le fonti e i primi zampilli di saggezza, ravvolte dentr’oscure allegorie?

(Ben Jonson, The Alchemist [1610], atto II, scena 3, traduz. di A. Obertello, in Teatro Elisabettiano, a cura di M. Praz, Firenze, Sansoni, 1948, pp. 780782).

Ben Jonson il dr. Sottile

L’alchimista Sottile nel suo discorso, sostiene questa tesi: il rapporto che intercorre fra i v metalli è dello stesso tipo di quell’o che intercorre fra un uovo (che nélla terminologia aristotelica è un « pulcino in potenza ») e un pulcino.

Dietro questa affermazione c’è una tesi centrale l’oggetto ultimo e perfetto a cui tende la natura è Poro e i metalli «vili» sono corpi ehe Si sono arrestati nel Poro sviluppo verso la perfezione.

Anche in questo senso si afferma, nella letteratura Alchimistica, che l’arte porta a compimento l’opera iniziata dalla natura e che l’uomo è il servitore o « ministro » della natura; illeitasiluaa materia prima , base comune di tutti i corpi esistenti è uno dei fondamenti temici dell’alchimia.

La differenza tra ré sostanzé dipende dall’innesto di differenti qualità o forme sopra tale materia indifferenziata concepite come entità materiali che_possono essere aggiunte o eliminate da una sostanza: mutare il rame in oro vuol dire rimuovere la forma del rame (nella terminologia alchimistica sottoporre il rame ad un processo di corruzione) e introdurre nella materia prima, liberata dalla sua forma primitiva, la forma dell’oro (nella terminologia alchimistica questo è il processo della resurrezione).

Alla trasformazione delle sostanze consiste nell’opera di eliminazione e di aggiunta di qualità (durezza, malleabilità, colore ecc.): il termine spesso usato è superbi_ducere e parte eélralChimista è sovente paragonata del una forma di tintura.

I metalli (secondo la dottrina aristotelica) si formano nell’elemento terra ad opera di « esalazioni secche » (terrose) ed « umide » (o acquose).

Lo zolfo e l’argento vivo (mercurio) sono anch’essi composti dei quattro elementi aristotelici, ma diventano nella letteratura alchemica principi costitutivi delle sostanze che si possono trovare sulla terra.

Lo zolfo e il mercurio degli alchimisti non sono le sostanze note all’esperienza quotidiana, ma due principi: lo zolfo sofico e il mercurio dei filosofi. Lo zolfo è il principio maschile, attivo e spirituale; il mercurio il principio femminile o passivo che viene fecondato dal primo.

L’analogia fra lo sviluppo del metallo verso la perfezione dell’oro e lo sviluppo del feto nel ventre materno, l’analogia fra l’azione del principio attivo su quello passivo e il rapporto sessuale sono, nei testi alchimistici, insistenti e continue.

L’immagine dell’ermafrodito (un individuo che presenta i caratteri di entrambi i sessi) è anch’essa un simbolo assai comune.

Non è un caso che la letteratura alchimistica, esoprattutto le illustrazioni dei testi alchimistici, abbiano suscitato interesse dello psicanalista Carl Gustav Jung (18751961) che dedicò ad essi il libro Psychologie und Alchemie (Zurigo, 1944, tradur… italiana Roma, 1954)

Secondo la teoria, ancora autorevolmente sostenuta in pieno Settecento, della generazione spontanea, vermi e insetti vengono spontaneamente generati dalla materia in decomposizione.

Riassunto
Titolo
Ben Jonson: ritratto di un alchimista, il dr. Sottile
Descrizione
Ben Jonson, contemporaneo di Shakespeare, nella commedia L' Alchimista (1612) sono adombrate figure di celebri alchimisti John Dee e Edward Kelly
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