Alchimia Egizia ed Ermete Trismegisto

” E’ vero senza menzogna, certo e assolutamente veritiero.

Ciò che sta in alto è come ciò che sta in basso, e ciò che sta in basso è come ciò che sta in alto, per compiere il miracolo di una cosa unica.

E come tutte le cose sono emanazioni di uno, tramite la mediazione di uno, così tutte le cose provengono da uno per adattamento.

Il Sole è il padre, la Luna è la madre, il Vento è il veicolo, la Terra è la nutrice.

Il padre di tutte le cose è qui.

Il suo potere è perfetto.

Tu separerai la Terra dal Fuoco, il raffinato dal rozzo, delicatamente, con grande industria.

Esso sale dalla Terra al Cielo, quindi ridiscende in Terra e riceve la forza dalle cose superiori e inferiori.

Tu così possiederai la gloria della luce splendente e ogni oscurità da te rifuggirà.

La forza è forte d’ogni forza, poiché supera ogni cosa sottile e penetra ogni cosa solida.

Così fu creato il mondo.

Per questo si raggiungeranno mirabili mutamenti, in questa maniera.

Perciò sono chiamato Ermete Trismegisto, in quanto detengo tre parti della saggezza del mondo intero.

Ciò che ho detto sull’operazione del Sole è compiuto.”

Queste poche frasi scolpite sulla lastra di smeraldo della Tavola Smeraldina di Ermete Trismegisto sono l’origine dell’alchimia del mondo antico mediterraneo.

Ermete era il nome greco di Thoth, il padre dell’Arte Regia e il dio della saggezza; egli pronunciò le parole della creazione del mondo e diede il nome a tutti gli esseri e cose della Terra, ideò la scrittura, l’astronomia, le arti e l’alchimia.

L’ Alchimia Egizia

Il popolo egizio lo rappresentò come il “cuore di Ra”, fonte di saggezza e apportatore di armonia tra gli opposti del creato (lucetenebre, SoleLuna, caldofreddo ecc.).

Era preposto all’equilibrio delle leggi cosmiche e alla regolazione del tempo e delle stagioni. I suoi animali simbolici erano il babbuino e l’ibis bianco, che nel Libro dei Morti hanno un ruolo fondamentale nella pesatura dell’anima.

L’incarnazione di Thoth fu appunto Ermete Trismegisto, il grande dei grandi, da cui trasse ispirazione tutta la tradizione ermetica: i suoi insegnamenti esoterici erano rivolti a una ristretta cerchia di iniziati illuminati.

La sua opera scritta più importante, il Libro di Thoth, che conteneva tutti i segreti dell’alchimia, purtroppo andò distrutta.

Altra opera accreditata a Ermete fu l’Hermetica, una serie di trattati mistici che molto influenzarono gli alchimisti arabi ed europei in epoca medievale.

Questi scritti, tradotti in greco nel III secolo d.C., di chiara matrice egizia, furono però arricchiti successivamente con concetti zoroastriani, neoplatonici, nestoriani ed ebraici.

L’Hermetica contempla l’insegnamento che conduce l’adepto all’illuminazione e si rivolge a chi desidera ricongiungersi al divino attraverso l’esplorazione della natura umana, del mondo e delle sfere celesti.

Essa afferma che il sentiero dell’illuminazione può essere indicato solo ed esclusivamente da un maestro e di fatto descrive i dialoghi tra Iside, che istruisce il figlio Horus, ed Ermete, che insegna e addestra il figlio Tat e il discepolo Imhotep.

L’Hermetica consiglia al ricercatore di iniziare il cammino mistico usando l’intelletto, ma solo fino a un certo punto, perché poi dovrà procedere seguendo la voce del cuore e dell’intuizione divina, distinguendo due tipi di conoscenza: la scienza, intesa come risultato della ragione, per prima, e l’intelligenza, risultato dell’illuminazione, per ultima.
Per conoscere la Verità-Dio l’alchimista deve conoscere se stesso.

L’Hermetica passa poi alla trattazione dei principi creativi, descrive la materia in quanto formazione dei quattro elementi (Fuoco, Aria, Acqua, Terra), tutti emanazioni divine. Definisce il pianeta Terra come ricettacolo della materia e il Sole (Fuoco) come elemento mediatore tra il piano divino (macrocosmo) e il piano umano (microcosmo).

E come il fuoco del Sole trasforma la materia e nutre la natura, così l’alchimista, nel suo crogiuolo e nel suo cuore (simboli complementari), trasmuta i metalli vili (passione, gelosia, brama di potere, rabbia) in oro (saggezza, amore, compassione), seguendo il corso della natura che tende alla perfezione.

Di fatto, nell’eterno processo di trasmutazione dell’universo, niente viene distrutto. La morte non è distruzione bensì rinnovamento, le cose, la materia vengono dissolte e rinnovate in nuovi elementi o in energia.

Nel cosmo tutto è interconnesso: gli uomini, le montagne, gli alberi, gli animali sono in comunione attiva con i pianeti, le stelle e gli dei. Tutto è energia in continua trasmutazione, tutto è pervaso dal soffio vitale dell’esistenza.

L’alchimista deve comprendere le varie corrispondenze con gli occhi del cuore (consapevolezza) e solo così potrà raggiungere l’immortalità.

L’Hermetica mette ulteriormente in evidenza l’importanza della consapevolezza come prerogativa fondamentale degli esseri umani per innalzarli verso il divino.

Essa è ben distinta dalla mente, infatti quest’ultima può essere un ostacolo invalicabile, perché la razionalità può offuscare la luce del cielo e l’immensità del creato.

La mente umana è uno strumento della coscienza, non il contrario.

Riassunto
Titolo
Alchimia Egizia ed Ermete Trismegisto
Descrizione
Le frasi scolpite sulla lastra di smeraldo della Tavola Smeraldina di Ermete Trismegisto sono l'origine dell'alchimia egizia e del mondo antico mediterraneo.
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