Agrippa: la filosofia occulta

Enrico Cornelio Agrippa da Nettesheim (1481535), autore del De vanitate scientiarurn (1530) e del De occulta philosophia (pubblicato nel 1530-33) che è un’ampia rassegna dell’ intero campo della magia rinascimentale.

“Abbiamo trasmesso quest’arte in modo che essa non rimanga occulta agli uomini prudenti e intelligenti, ma anche in modo che non ammetta ai suoi arcani i malvagi e gli increduli così che essi restino a mani vuote sotto la meschina ombra dell’ignoranza e della disperazione.

Solo per voi, figli della dottrina e della sapienza, abbiamo scritto quest’opera.

Scrutate il libro, raccogliete in esso il sapere che abbiamo disperso e collocato in più luoghi.

Ciò che abbiamo occultato in un luogo, l’abbiamo manifestato in un altro, affinché possa essere compreso dalla vostra saggezza.

Non abbiamo scritto che per voi, che avete lo spirito puro e atto a condurre un ordine retto di vita, la cui mente è casta e pudica, di cui la fede illibata teme e riverisce Iddio, le mani sono monde di peccati e di delitti, i costumi integri.

Voi soli troverete la dottrina che solo a voi abbiamo riservato.

Gli arcani velati, dai molti enigmi non possono essere resi trasparenti senza l’intelligenza occulta.

Se voi conseguirete questa intelligenza, allora l’intera scienza magica penetrerà in voi e a voi si manifesteranno quelle virtù già acquisite da Ermete, da Zoroastro, da Apollonio e dagli altri operatori di cose meravigliose.

Nessuno si adiri se abbiamo ritenuto opportuno nascondere la verità del nostro sapere sotto l’ambiguità degli enigmi e disperderla qua e là nel corso dell’opera.

Noi non l’abbiamo nascosta ai saggi, ma agli spiriti perversi e disonesti.

Per questo abbiamo fatto uso di uno stile atto a confondere lo stolto e a pervenire facilmente all’intelletto illuminato. “”

(Henrici Cornelii Agrippae ab Nettesheim, De occulta philosophia libri tres [15311533], III, 65; in Opera, Lugduni, s. d., I, pp. 49899).

Agrippa ed Ermete Trismegisto

L’Asclepius e il Corpus hermeticum, che venivano attribuiti (anche sulla base dell’autorità di Lattanzio e di Agostino) alla mitica, antichissima figura di Ermete l’Egiziano detto il Trismegisto (tre volte grande), furono invece composti, fra 11 100 e il 200 d. C., da vari autori greci sconosciuti. Questi testi contengono « elementi di filosofia popolare greca, un miscuglio di platonismo e di stoicismo, combinati con alcune influenze ebraiche e probabilmente persiane » (Yates).

La serie degli antichi teologi procede, nella letteratura ermetica, da Zoroastro a Ermete a Mosé a Orfeo e, da Platone, al mondo cristiano. Alla filosofia ermetica si collegano strettamente, nel Rinascimento, Marsilio Ficino, Pico della Mirandola AgriPPa, Giordano Bruno.

Il neo pitagorico Apollonio di Tiana visse agli inizi dell’era cristiana.

La filosofia occulta

E’ il tema, che ritorna di continuo nei testi della magia e dell’ermetismo, di un sapere segreto, di cui pochissimi sono degni e che va occultato ai non iniziati: « chi vuole conoscere le cose segrete sappia segretamente custodirle, riveli le cose che sono da rivelare e sigilli quelle che sono da sigillare e non dia ai cani le cose sacre né le gemme ai porci; osserva questa legge e gli occhi della mente ti si apriranno a comprendere i segreti e, per opera divina, ti sarà rivelato cio’ che il tuo animo desidera conoscere » De magia veterum in Opera, I,. p. 576).

Riassunto
Titolo
Agrippa: la filosofia occulta
Descrizione
Enrico Cornelio Agrippa da Nettesheim (1486-1535), autore del "De occulta philosophia", la filosofia occulta (1530) , sulla magia medievale.
Autore
Editore
MM
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