Abelardo canonico di Notre-Dame

Allievo di Roscellino a Loches, Abelardo era canonico di Notre-Dame de Paris e professore di teologia, quando vide Eloisa, l’amo’ e ne ebbe un figlio.

Poco dopo il matrimonio degli amanti il canonico Fulberto, zio della giovane, pago’ dei sicari affinche’ mutilassero il giovane maestro.

Eloisa si fece monaca e Abelardo fondo’ per lei l’abbazia “du Consolateur” (il Paracleto) di cui fu badessa.

Abelardo e il fallimento assoluto dell’amore

La corrispondenza degli sposi e’ una delle piu’ alte cime dell’arte epistolare e allo stesso tempo la prima dimostrazione concreta del fallimento assoluto dell’Amore.

Infatti da allora in poi tutte le storie d’amore, vissute o scritte avranno una conclusione tragica : separazione o morte.

Una delle opere basilari del concettualismo e’ il “Sic et non” di Abelardo che oppone le une contro le altre le dottrine successive, e spesso contradditorie, dei teologi cristiani.

Con questo non voleva mettere in ridicolo la Chiesa, ma mostrare come nel corso dei secoli gli stessi santi avevano sposato differenti concezioni della divinita’.

O la divinita’ era effettivamente multipla (nella formazione) e le contraddizioni della Chiesa dimostravano la perfetta sottomissione dei Padri alla mentalita’ del loro tempo, oppure Dio era Uno e allora la Chiesa in numerosi casi si era sbagliata.

Di conseguenza Abelardo rifiutava di considerare le entita’ come semplici comodita’ di linguaggio, concepiva la Trinita’ non gia’ come una sostanza unica, ma come inglobante tre concetti distinti, ciascuno dei quali partecipava all’esistenza sostanziale attinente al concetto.

Questa dottrina non era precisamente eretica, perche’ non separava la forma dalla materia, e percio’ non era questa che la Chiesa rimproverava al filosofo, ma, paradossalmente, la sua perfetta sottomissione al Dio d’Amore.

Abelardo rifiutava di considerare la Redenzione come una specie di lotta tra la Misericordia e la Giustizia (secondo la dottrina di Sant’Anselmo) e adorava veramente nell’Amore la forma privilegiata di Dio: “La Redenzione non e’ null’altro se non l’illuminazione che improvvisamente abbiamo di questo Amore”

Ne conseguiva che le altre due persone della Trinita’ non usufruivano piu’ altro che un’esistenza concettuale minore o “diminuita”.

Abelardo accusato di eresia

Accusato piu’ volte di eresia dal santo che piu’ di ogni altro temeva “gli dei pagani”, san Bernardo, e due volte condannato in un concilio, Abelardo visse la maggior parte della sua vita in un monastero brettone che gli avevano offerto i suoi allievi. Stava recandosi a Roma per difendere la propria causa, quando lo colse la morte.

In Roscellino e Abelardo ritroviamo i problemi aboliti dal Regno di Dio e principalmente il piu’ importante problema degli intermediari necessari tra il reale (Presenza o Parusia, finora) e l’uomo.

Se l’uomo non vive piu’ in Dio, sente di nuovo il bisogno di nominarlo per avvicinarsi a Lui.

Se l’osmosi non e’ piu’ continuamente possibile, l’uomo deve cercare di “raggiungere” -per mezzo dell’azione o del sapere – l’unica e innominabile realta’

Ma allora Dio non e’ piu’ l’Unico: puo’ essere avvicinato per diverse vie, e seconda che lo si veda come Modello o che lo si incarni come Verbo o che lo si definisca come il cerchio-universo.

Riassunto
Titolo
Abelardo
Descrizione
Allievo di Roscellino a Loches, Abelardo era canonico di Notre-Dame de Paris e professore di teologia, quando vide <strong>Eloisa</strong>, l'amo' e ne ebbe un figlio.
Autore
Editore
MM
Logo

Published by

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *